È vero che nessuno legge più la mail?
È vero che nessuno legge più la mail? https://digitalmood.agency/wp-content/uploads/2025/09/Copertine-Blog-5.jpg 1016 650 Digital Mood https://digitalmood.agency/wp-content/uploads/2025/09/Copertine-Blog-5.jpgDa anni si sente ripetere sempre la stessa frase: «Le email sono morte, nessuno legge più la posta». Nell’era dei social network, delle chat istantanee e delle notifiche push può sembrare logico pensarlo, soprattutto se si considera quanto siano piene le caselle di posta di ognuno di noi.
In verità la realtà è ben diversa. L’email marketing infatti continua a essere uno dei canali più efficaci e redditizi sia per le micro imprese sia per le aziende internazionali.
Ecco perché l’email marketing è tutt’altro che morto:
I dati parlano da soli: secondo un’analisi del 2025, il ROI medio derivato dell’email marketing è straordinario: per ogni euro investito ne vengono generati circa 42 di ritorno economico. Questo equivale a un ritorno sull’investimento del 4.200%: un risultato che pochi altri canali possono vantare.
Diversamente da come molti sostengono infatti, il 99 % degli utenti dichiara di controllare la propria casella di posta almeno una volta al giorno e circa il 60 % delle email viene letto su dispositivi mobili: uno dei vantaggi principali della comunicazione via mail infatti, consiste proprio nella facilità di lettura dei contenuti.
La portata globale è altrettanto impressionante: è stato riscontrato che nel 2024 gli utenti di posta elettronica erano circa 4,48 miliardi, ossia più della metà della popolazione mondiale e si prevede che raggiungeranno i 4,85 miliardi entro il 2027 con oltre 370 miliardi di messaggi inviati e ricevuti ogni giorno.
A livello B2B infatti, l’email rimane uno dei canali più utilizzati: l’87 % dei marketer B2B la usa per distribuire contenuti e il 79 % dei marketer B2C la considera indispensabile per diffondere articoli e post.
Non c’è da stupirsi quindi del fatto che quattro marketer su cinque sarebbero disposti a rinunciare ai social media piuttosto che all’email marketing.
Allo stesso modo, anche chi lavora nel settore delle PMI conferma l’importanza della posta: l’81 % delle piccole e medie imprese utilizza l’email marketing per raggiungere i propri clienti e l’89 % dei marketer la considera il canale primario per generare nuovi lead.
L’impatto provocato sulle vendite da questa modalità di comunicazione è innegabile: le email di recupero del carrello abbandonato, ad esempio, registrano un tasso di conversione vicino al 55 %.
La percezione sbagliata: da dove nasce il mito?
Se nella realtà dei fatti le email generano risultati così rilevanti, perché molti sono convinti che non le legga più nessuno? Le ragioni sono molteplici:
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Sovraccarico di comunicazioni: la quantità di newsletter e messaggi promozionali ricevuti ogni giorno porta le persone a disiscriversi da quelle che considera poco rilevanti: ciò accade soprattutto nel caso di ’email generiche e non realizzate per un segmento di audience specifico.
- Spam e mancanza di valore: la posta elettronica è invasa da messaggi di scarsa qualità che spingono gli utenti ad ignorare questa tipologia di contenuti considerati incapaci di generare valore per loro.
- Crescita di altri canali: social, chat e piattaforme di marketing automation offrono nuove modalità di contatto. Tuttavia, questi strumenti non sostituiscono l’email ma, nell’ottica di un ecosistema multicanale, sono complementari a essa.
La vera causa della diffusione dell’idea che l’email marketing non sia più un modalità di comunicazione efficace non corrisponde quindi alla reale morte della posta elettronica, ma all’evoluzione delle aspettative di un pubblico sempre più esigente rispetto al livello di personalizzazione dei messaggi e del loro valore.
Cosa fare per ottenere risultati:

Per raggiungere gli obiettivi è necessario che le aziende seguano alcune buone pratiche che rispondano ai comportamenti moderni degli utenti:
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Personalizzazione e segmentazione: le campagne segmentate hanno un CTR medio superiore del 100,95 % rispetto a quelle generiche. Analizzare i dati demografici e comportamentali dei propri clienti permette di creare segmenti specifici e inviare contenuti mirati.
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Automazione e AI: l’intelligenza artificiale aiuta a inviare messaggi al momento giusto e a creare sequenze di benvenuto, reminder di carrello o email di compleanno sempre più personalizzate. Nel 2024 l’AI ha permesso di adattare il contenuto delle email in tempo reale alle azioni degli utenti.
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Interattività e storytelling: con l’uso di video, GIF, quiz o sondaggi le email risultano più coinvolgenti. Allo stesso modo, lo storytelling visivo con grafiche accattivanti e un tono narrativo suggestivo è in grado di catturare l’attenzione dei lettori, soprattutto da mobile.
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Design responsive: oltre il 42 % delle email viene aperto su dispositivi mobili. Proprio per questo risulta fondamentale che il layout sia responsive grazie alla scrittura di testi chiari e al posizionamento di pulsanti che risultino ben visibili.
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Test e ottimizzazione: condurre regolarmente A/B test su oggetto, contenuto e orario di invio permette di individuare i fattori capaci di aumentare l’open rate e il click-through rate. È stato dimostrato infatti che le aziende che fanno A/B testing generano un ROI di 48:1.
La sinergia omnicanale
L’email non dev’essere considerata come un canale isolato: le strategie di marketing più efficaci infatti integrano social media, SEO, advertising e newsletter in un’ottica omnicanale.
I social aiutano a individuare nuovi clienti mentre l’email accresce il valore della relazione con chi ha già mostrato interesse.
Secondo uno studio, il 70 % dei professionisti usa l’email per condividere contenuti di settore con i colleghi: in questo modo quindi la comunicazione non si limita al primo destinatario ma prosegue anche oltre questo.
Un ulteriore punto di forza è rappresentato dalla capacità di controllo dei dati: mentre i social dipendono dagli algoritmi, la lista email appartiene all’azienda, garantendo maggiore autonomia e stabilità nel lungo periodo.
Risultati concreti: un caso reale
Per illustrare come l’email marketing possa generare risultati tangibili, riportiamo i dati di un nostro cliente del settore agricolo.
Nella prima metà del 2025, grazie a una strategia basata su una segmentazione accurata, automazioni e integrazione con i canali social, l’azienda è riuscita a ottenere i seguenti risultati:

La campagna ha generato oltre 35 mila euro di ricavi, con un incremento del 183 % rispetto all’anno precedente e un aumento del 125,3 % nei ricavi attribuiti.
L’istogramma evidenzia come la crescita si sia concentrata soprattutto nei mesi primaverili: periodo cruciale per i prodotti agricoli, a dimostrazione del fatto che l’email marketing può influenzare positivamente le vendite stagionali.
I risultati confermano che una gestione corretta di dati come segmentazione, analisi delle tempistiche e contenuti rilevanti può trasformare una mailing list in un motore di profitto.
Il valore della newsletter aziendale
Tra le molte forme che può assumere l’email marketing, la newsletter aziendale è uno strumento particolarmente efficace per mantenere viva l’attenzione del pubblico.
Nonostante la retorica sulla “morte della mail”, in Italia il tasso medio di apertura delle newsletter si aggira intorno al 28,7 %: inviare una newsletter a 100 contatti quindi consente di raggiungere almeno 28 persone che si informeranno sulla tua azienda.
La creazione di una newsletter ti consente di:
- informare e aggiornare regolarmente la clientela;
- rafforzare la fiducia e migliorare la brand reputation;
- segmentare il pubblico e inviare offerte mirate.
Per approfondire come strutturare e inviare una newsletter aziendale, consulta la nostra guida completa: newsletter aziendale.
Conclusione: email marketing, una strategia vincente
L’email marketing non solo è vivo ma si conferma come un canale strategico per la crescita delle aziende. La sua capacità di generare ROI elevati, raggiungere un pubblico vastissimo e favorire la fidelizzazione lo rende indispensabile per qualsiasi strategia digitale.
Tuttavia, il successo non è automatico: occorrono competenze, analisi dei dati, personalizzazione e un tono di voce coerente con l’identità aziendale.
Digital Mood supporta le imprese – dai piccoli business alle realtà internazionali – nello sviluppo digitale con un approccio integrato al marketing: dalle campagne email alle attività relazionali su WhatsApp e chatbot.
Con il nostro Marketing Intelligente possiamo aiutarti a costruire un ecosistema di comunicazione sostenibile e orientato ai risultati. Se vuoi scoprire come integrare l’email marketing, WhatsApp e chatbot nel tuo piano digitale o hai bisogno di creare una newsletter su misura.
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